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Talent School: una web TV contro il disagio giovanile

ROMA - Cercavamo un modo efficace e innovativo per trattare tematiche relative all’adolescenza – spiega Emanuela Rampelli, responsabile del progetto per il Ministero della Gioventù –, un approccio diverso che ci permettesse di avvicinarci ai ragazzi usando il loro linguaggio, comunicando attraverso i mezzi che loro usano: quindi internet, i telefonini, l’high tech». E così è nato Talent School (che il Ministero della Gioventù ha affidato all’Istituto per gli Affari Sociali), il cui nome richiama tutto meno che il concetto di disagio. Ma forse è proprio questa la linea guida dell’iniziativa: creare qualcosa di diverso sia dalla lezione in classe, sia dallo “sportello dello psicologo”, che tende proprio a porre in una situazione di imbarazzo chi ci si rivolge.

Come suggerisce la Rampelli: «è necessario spingere i ragazzi a partecipare attivamente alla discussione, stimolare la loro voglia di approfondire. Se ben sollecitati, contrariamente a come molti pensano, hanno idee e contenuti nient’affatto superficiali, ma anzi molto profondi».
Talent School ha preso il via a marzo del 2008, ma le attività nelle scuole sono iniziate a settembre dell’anno scolastico corrente. Si tratta di un progetto pilota, al momento sono state coinvolte venti scuole superiori presenti in sei regioni diverse. Si tratta di scuole di diverso indirizzo (licei, istituti tecnici, psicopedagogici, artistici) e provenienti da diverse realtà: dalle grandi città (come Roma, Firenze, Milano) alle più modeste (come Anagni, Teano, Avezzano), si tratteranno temi relativi al disagio, alla droga, al bullismo, tutti appositamente selezionati da un’equipe di psicoterapeuti.
Il progetto è organizzato in tre fasi: la prima comprende un’analisi che mira ad individuare e approfondire le ragioni del disagio; la seconda consiste in un successivo approfondimento, condotto  con l’ausilio di uno psicoterapeuta; la terza, infine, prevede la realizzazione di una rappresentazione per permettere ai ragazzi di esprimere ciò che hanno elaborato nelle fasi precedenti. I temi affrontati dai gruppi di lavoro prenderanno forma attraverso vari linguaggi espressivi tra cui la musica, la danza, la recitazione, la pittura. Le attività degli studenti verranno riprese dai tecnici che gireranno periodicamente per le scuole e, successivamente, trasmesse in forma di “minipuntate” grazie alle web tv di cui ogni scuola è stata dotata. 

Da settembre a oggi si è già lavorato molto e i primi frutti sono già visibili: «la risposta è stata buona, i ragazzi partecipano, approfondiscono, hanno pensieri» – continua Emanuela Rampelli – «l’immagine di sé che ci stanno consegnando è estremamente positiva. Vorrei ringraziare pubblicamente le scuole: è un lavoro molto faticoso per gli insegnanti che hanno aderito, può incidere sulla didattica. Chi ha aderito ha dimostrato di volersi mettere a disposizione e di avere a cuore formazione dei giovani. Molti docenti stanno sacrificando tempo ed energie per la formazione giovani, a cui viene data grande importanza. A loro va il mio ringraziamento».

Per maggiori informazioni e per vedere i progressi e le creazioni dei ragazzi è possibile consultare il sito, dove sono già online numerosi video: http://www.talentschool.it


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